IYA2009: un bilancio
Polvere di stelle #125
31 dicembre 2009 / Anno V Numero 125
E siamo giunti al 31 dicembre. Alla mezzanotte di oggi termina il 2009, consegnato alla Storia come l'Anno Internazionale dell'Astronomia (o, all'inglese, International Year of Astronomy, da cui la sigla IYA). Ovunque nel mondo, ma anche in Italia, si sono organizzate mostre, celebrazioni, serate osservative, conferenze ed eventi di ogni genere, per ricordare la figura di Galileo, le sue scoperte, la nascita dell'astronomia moderna e avvicinare così molte persone a questa bellissima disciplina e anche alla scienza in generale. Anche noi, nel nostro piccolo, con l'iniziativa "Astronomia in piazza" - che comunque, visto il successo, abbiamo deciso di estendere anche ai primi mesi del 2010 (almeno) - abbiamo cercato di fare la nostra parte.
Ma un pensiero fisso ci batte ancora in testa: quante persone, veramente, sono venute a conoscenza del fatto che il 2009 era l'Anno Internazionale dell'Astronomia? Quante invece l'hanno scoperto per caso, così, passando davanti a una mostra o scoprendo un telescopio in Piazza della Signoria?
Noi crediamo - per averlo esperito in prima persona nelle piazze in cui abbiamo portato il telescopio - che lo sforzo di comunicazione che anche in Italia si è cercato di fare (con l'INAF e il suo sito www.astronomy2009.it, con le riviste di astronomia, con le singole associazioni astrofile attive sul territorio) per far arrivare questo messaggio al grande pubblico sia comunque rimasto piuttosto circoscritto a coloro che sono già in una certa misura interessati all'astronomia, se non coinvolti direttamente, come gli astrofili o i vari soci delle associazioni amatoriali. E questo è un peccato, perché l'impegno c'è stato, ed è stato grande, pur nella limitatezza delle risorse in cui i vari soggetti hanno operato.
Insomma, non siamo certi che, almeno in Italia, l'obiettivo di far mettere l'occhio al telescopio a più persone possibile sia stato veramente raggiunto. Ma se si è difettato in qualcosa, questo qualcosa non è stata la presenza o la competenza o la voglia di raggiungerlo, quell'obiettivo.
E' stata piuttosto - ancora una volta, purtroppo, quando si parla di scienza - la mancanza di attenzione da parte dei media (giornali, radio, televisioni), che si limitano a parlare di scienza solo quando la notizia fa sensazione. Come se centinaia, forse migliaia, di iniziative dedicate all'astronomia in un solo anno in un solo Paese non fossero già così una notizia da dare e da riprendere spesso, per dimostrare che anche nel nostro Paese l'interesse per la scienza è alto e può e deve essere sostenuto.
Per fortuna abbiamo Internet. Dove ognuno di noi può ritagliarsi il proprio spazio di comunicazione verso il pubblico. Peccato che il nostro pubblico non sia lo stesso pubblico - in termini numerici, intendiamo - che ogni sera si assiepa davanti alla televisione per vedersi il "reality show" di turno.
31 dicembre 2009 / Anno V Numero 125
E siamo giunti al 31 dicembre. Alla mezzanotte di oggi termina il 2009, consegnato alla Storia come l'Anno Internazionale dell'Astronomia (o, all'inglese, International Year of Astronomy, da cui la sigla IYA). Ovunque nel mondo, ma anche in Italia, si sono organizzate mostre, celebrazioni, serate osservative, conferenze ed eventi di ogni genere, per ricordare la figura di Galileo, le sue scoperte, la nascita dell'astronomia moderna e avvicinare così molte persone a questa bellissima disciplina e anche alla scienza in generale. Anche noi, nel nostro piccolo, con l'iniziativa "Astronomia in piazza" - che comunque, visto il successo, abbiamo deciso di estendere anche ai primi mesi del 2010 (almeno) - abbiamo cercato di fare la nostra parte.
Ma un pensiero fisso ci batte ancora in testa: quante persone, veramente, sono venute a conoscenza del fatto che il 2009 era l'Anno Internazionale dell'Astronomia? Quante invece l'hanno scoperto per caso, così, passando davanti a una mostra o scoprendo un telescopio in Piazza della Signoria?
Noi crediamo - per averlo esperito in prima persona nelle piazze in cui abbiamo portato il telescopio - che lo sforzo di comunicazione che anche in Italia si è cercato di fare (con l'INAF e il suo sito www.astronomy2009.it, con le riviste di astronomia, con le singole associazioni astrofile attive sul territorio) per far arrivare questo messaggio al grande pubblico sia comunque rimasto piuttosto circoscritto a coloro che sono già in una certa misura interessati all'astronomia, se non coinvolti direttamente, come gli astrofili o i vari soci delle associazioni amatoriali. E questo è un peccato, perché l'impegno c'è stato, ed è stato grande, pur nella limitatezza delle risorse in cui i vari soggetti hanno operato.
Insomma, non siamo certi che, almeno in Italia, l'obiettivo di far mettere l'occhio al telescopio a più persone possibile sia stato veramente raggiunto. Ma se si è difettato in qualcosa, questo qualcosa non è stata la presenza o la competenza o la voglia di raggiungerlo, quell'obiettivo.
E' stata piuttosto - ancora una volta, purtroppo, quando si parla di scienza - la mancanza di attenzione da parte dei media (giornali, radio, televisioni), che si limitano a parlare di scienza solo quando la notizia fa sensazione. Come se centinaia, forse migliaia, di iniziative dedicate all'astronomia in un solo anno in un solo Paese non fossero già così una notizia da dare e da riprendere spesso, per dimostrare che anche nel nostro Paese l'interesse per la scienza è alto e può e deve essere sostenuto.
Per fortuna abbiamo Internet. Dove ognuno di noi può ritagliarsi il proprio spazio di comunicazione verso il pubblico. Peccato che il nostro pubblico non sia lo stesso pubblico - in termini numerici, intendiamo - che ogni sera si assiepa davanti alla televisione per vedersi il "reality show" di turno.


