giovedì, settembre 03, 2009

Il cielo di settembre

Polvere di stelle #114
3 settembre 2009 / Anno V Numero 114


Si sta avvicinando l’autunno boreale, con notti più lunghe, e sopra l’orizzonte orientale si iniziano a scorgere le prime avvisaglie delle costellazioni invernali: Orione stesso non sorge prima dell’alba, ma le Pleiadi, il bellissimo ammasso aperto nella costellazione del Toro, hanno fatto il loro ingresso ad est seguite da Aldebaran, l’astro più brillante del Toro, mentre Capella, nell’Auriga, sta guadagnando in altezza. L’Orsa Maggiore è al suo minimo a nord, quindi la W di Cassiopea è vicina allo zenit. Il “triangolo estivo” è ancora molto evidente e rimarrà tale per tutto il mese. Arturo è scomparsa nel crepuscolo serale.

La principale costellazione autunnale è Pegaso, il cavallo alato, alto verso sud; le sue quattro stelle principali formano il famoso Quadrato e sono inconfondibili. Dal vertice in alto a sinistra del Quadrato – occupato dalla stella alfa Andromedae – inizia la costellazione di Andromeda, appunto, e oltre questa si trova il Perseo, l’eroe della celebre leggenda. Questa è l’epoca migliore per osservare Fomalhaut nel Pesce Australe, la più meridionale tra le stelle di prima magnitudine, sempre piuttosto bassa vista dall’Italia.

Nella regione del “Triangolo estivo” si trovano, oltre alle tre costellazioni principali (Lira, Cigno e Aquila, in cui brillano le tre stelle che delimitano il triangolo), alcune costellazioni più piccole, ma non per questo meno interessanti, che sono ancora visibili nella prima parte della serata.

Una di queste è il Delfino: piccolo asterismo privo di stelle brillanti (ma ricco di oggetti di interesse astrofisico, come stelle doppie, variabili e ammassi), si trova vicino all’Aquila, ma i suoi astri principali sono molto vicini: l’aspetto complessivo non è dissimile da quello di un ammasso stellare.

Anche al Delfino, costellazione già nota nell’antichità, è collegata una leggenda (con alcune varianti), riguardante Arione, un grande cantante che viveva alla corte di Periandro, sovrano di Corinto. Narra la leggenda che una volta Arione andò in Sicilia per partecipare a una gara musicale, vincendo tutti i premi. Ma durante il viaggio di ritorno, i membri dell’equipaggio della nave decisero di ucciderlo per impadronirsi dei premi. Arione venne quindi gettato in mare e sarebbe annegato se non fosse intervenuto un delfino, che lo prese sul dorso e lo portò a riva. Anni dopo, quando il delfino, molto vecchio, morì, fu riportato in vita e posto in cielo come segno di gratitudine.