venerdì, gennaio 22, 2010

Rifrattore o riflettore?
Qualche consiglio per gli acquisti

Polvere di stelle #127
22 gennaio 2010 / Anno VI Numero 127


Non è certamente semplice scegliere un telescopio, soprattutto se si è al primo acquisto, ma alcune considerazioni di carattere generale possono senz’altro essere fatte per guidare il novello astronomo a compiere la scelta migliore e più intelligente sulla base delle proprie esigenze.

Occorre innanzi tutto dire che non esiste un telescopio per tutti. Il telescopio migliore è quello che meglio si adatta ai nostri desideri. Fare un’accurata analisi delle proprie motivazioni in campo astronomico renderà sicuramente più facile decidere il tipo di strumento che ci aiuterà poi nelle nostre osservazioni del cielo stellato.

Un piccolo rifrattore (apertura da 60 mm a 80 mm), ovvero un telescopio il cui obiettivo è costituito da una o più lenti, consente di osservare con profitto il Sole, la Luna ed i pianeti maggiori. Non è invece particolarmente indicato per l’osservazione degli oggetti nebulari, come galassie e nebulose. Salendo con l’apertura (da 90 mm a 100 mm e oltre), la qualità delle immagini migliora sensibilmente, ma aumenta anche il prezzo. I rifrattori sono noti per offrire immagini molto nitide e contrastate (e meno affette dal “seeing” atmosferico), ma anche per avere il maggior costo per centimetro di apertura.

I riflettori, ovvero i telescopi i cui obiettivi sono costituiti da specchi, sono generalmente più compatti dei rifrattori, ossia hanno tubi meno lunghi, e quindi risultano più trasportabili. Dal punto di vista ottico, offrono immagini di qualità leggermente inferiore a quelle di un rifrattore di pari diametro, problema dovuto anche al fattore di ostruzione dello specchio secondario, naturalmente assente dai rifrattori.

I telescopi Newtoniani sono unanimemente considerati gli strumenti per principianti a più ampio spettro di applicazione: con essi è possibile svariare dai pianeti agli oggetti di cielo profondo con buone prestazioni, soprattutto se rapportate al costo. Diametri tipici per un buon Newtoniano come primo telescopio sono fra 100 mm e 150 mm.

Molto più costosi, ma di qualità ottica superiore, sono i Cassegrain, soprattutto se dotati di lastra correttrice (una lente di forma particolare che corregge le aberrazioni ottiche dello specchio che funge da obiettivo del telescopio). Gli Schmidt-Cassegrain ed i Maksutov-Cassegrain, proprio in virtù della presenza in entrambe le configurazioni di una lastra correttrice, sono strumenti ideali anche per l’astrofotografia, ma il loro prezzo elevato li rende certamente strumenti adatti ad un astronomo dilettante fortemente motivato e sicuro delle proprie scelte. Per mantenere ragionevole il rapporto qualità-prezzo, un Cassegrain deve avere un’apertura compresa almeno fra 150 mm e 200 mm.